Shopping con lui/lei!

on Martedì, 30 Aprile 2013. Posted in differenze uomo-donna

Caro Diario, CLAUDIARIGHETTIblog

Come Lui ti ha già detto facciamo lo stesso mestiere e spesso ci troviamo entrambi ad avere trasferte, lui in grandi città, io in luoghi un po’ più ameni ….questione di target della clientela, come dicono gli esperti di marketing.

La diversità di luoghi non mi crea nessun problema, ma ho per te una domanda che è a tutt’oggi senza risposta: come mai quando è in trasferta con le sue colleghe si presta, al termine della giornata di lavoro, a fare tour interminabili tra outlet, negozi, mercatini e se ci fossero anche i suk, mentre le poche volte che l’ho coinvolto in un modesto “giro shopping” a Modena (10 metri x 20) si è sempre comportato come un soggetto affetto da disturbo antisociale?

Vorrei il tuo aiuto perché a tutt’oggi non riesco a capire se:

  • Il plauso di poter essere il primo uomo non solo consenziente ma anche entusiasta di fare shopping, con le colleghe, gli faccia vivere tutto questo come il superamento di una prova estrema finale (per guadagnarsi che cosa non lo so… ed è meglio non aprirsi a questo dubbio)

  • si sente un po’ Richard Gere in Pretty Woman (e capisco che possa effettivamente ma ahimè fittiziamente sentirsi bene)

  • sta facendo un percorso di reinserimento al contatto commerciale e sociale per poi farmi la sorpresona a breve.

Tu caro Diario che dici?

Io tuttavia comincio ad abituarmi; mi godo il benessere di poter stare 40’ in balia di un paio di scarpe senza riuscire a decidere se farne il cinquantunesimo paio del mio armadio o no.

 

PAOLOVERGNANIblogCaro Diario,

tu sai quanto gli anni e gli eventi mi abbiano plasmato e quanto mi sia sforzato di trarre frutto ed insegnamento dagli errori passati.

Ad esempio sei stato testimone di come abbia cercato di vincere l'atavica ripugnanza del maschio nei confronti dello shopping, e di come questo sforzo abbia dato i suoi risultati: ad oggi credo di poter dichiarare con orgoglio e senza tema di smentite di essere uno dei pochi esponenti del mio genere cui sia gradito fare shopping.

Lo sanno bene le mie colleghe con cui capita a volte in trasferta di rilassarsi dopo gli interventi girellando per vetrine.

Ho detto girellando per vetrine, magari a volte entrando, provando qualcosa e decidendo se comprare oppure no.

Per intenderci in circa un'ora si può comodamente esaurire un quartiere o un centro commerciale: piacevole e rilassante.

Nulla a che fare con quello che accade quando Claudia mi incastra nei suoi pellegrinaggi punitivi. Perché non si può definire in altro modo il suo approccio agli acquisti. Vedi caro diario noi sappiamo (e Claudia queste cose le insegna brillantemente) che una scelta è un momento critico perché comporta una rinuncia, ma evidentemente quando si tratta di rinunciare ad un paio di scarpe (non so perché ma quando penso alle scarpe di Claudia mi viene in mente Imelda Marcos) il sacrificio non è più sostenibile ed i tempi del decision making si dilatano oltre la soglia di efficienza.

Ovvero se sommiamo il costo orario di Claudia e il mio e consideriamo quanto tempo impiega a scegliere tra un paio di scarpe e l'altro in realtà risparmierebbe di più comprandole tutte e due.

Ed in effetti è quello che fa quasi sempre!

Cavolo lo sto realizzando proprio in questo istante!!

Davvero oculata la mia compagna!!!

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