La sfera di cristallo!

Written by Anche gli psicologi si incazzano on Giovedì, 14 Marzo 2013. Posted in differenze uomo-donna

 

PAOLOVERGNANIblogTrovo ragionevole, anzi ancora di più, indispensabile, che all’interno di una coppia si chiariscano i punti che non funzionano o i comportamenti che infastidiscono.

Caro Diario almeno tu credimi, non è che voglio soltanto sentirmi dire quanto sono bravo e buono. La vetusta età e magari anche la professione mi hanno almeno insegnato quanto sia facile, al di là delle intenzioni e della volontà, ferire qualcuno.

Sono quindi disposto ad accettare, con animo aperto e disponibile, un rimprovero o una recriminazione su un’azione che ha sortito effetti dannosi o anche solo sgradevoli, anzi questo mi rassicura: potendo capire quello che ti infastidisce, visto che magari a me costa poco evitarlo, mi sentirò in futuro più sicuro di non assumere comportamenti inadeguati.

Ad esempio da quando mi ha detto che il mio maglione preferito le fa rischiare la cecità evito di metterlo, faccio il possibile per evitare comportamenti che potrebbero apparire civettuoli per evitare di ingelosirla, e cerco anche di mettere le pattine appena entro in casa per evitare di sporcare il pavimento.

Questo per dirti, caro Diario, quanto io sia ben disposto, basta chiedere e io cerco di aderire alla richiesta.

Questa lunga premessa per farti capire, mio prezioso amico, quanto io sia rimasto basito quando questa mattina si è presentata con il muso, e lo ha tenuto per almeno un’ora: un Bologna Cervia nel traffico, di broncio ringhiante.

Di quale colpa mi ero macchiato per guastare i prodromi di quella che voleva essere una giornata di relax? Semplice! Non ero andato da lei ieri sera.

E tu dirai caro amico: bè visto che evidentemente lei te lo aveva chiesto ti sei rivelato poco disponibile a non andare, ti sarebbe costato davvero poco.

E sai che cosa ti dico hai perfettamente ragione. 

Almeno sul punto che mi sarebbe costato poco anzi mi avrebbe fatto anche piacere.

Il problema è che lei non me lo ha chiesto. Si è arrabbiata perché io non ho fatto per lei una cosa che non mi aveva chiesto.

Aggiungo che tu sai benissimo che non mi invito a casa altrui e la prassi fino a ieri è stata che era lei a chiedere di andare a casa sua.

Ma ieri sono cambiate le regole. E va bene!

Ma nessuno mi ha avvertito. E va bene!

Ed è arrivato il cazziatone. Perché non avevo sintonizzato la sfera di cristallo!

 

Caro diario,PAOLOVERGNANIblogoggi vorrei parlarti di empatia, un sostantivo femminile e sottolineo femminile che si riferisce ad un’abilità particolare che ritengo latitante nell’animo maschile.

Io so bene che tu, caro diario, non vuoi fare, nella vita, l’articolo scientifico ma consentimi di dire che cos’è l’empatia così puoi capire bene le mie traversie.

In psicologia ci si riferisce con il termine empatia alla capacità di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva di un’altra persona, in modo immediato, prevalentemente senza ricorso alla comunicazione verbale (hai capito bene non c’è bisogno di parlare).

Più in particolare, il termine indica quei fenomeni di partecipazione intima e di immedesimazione attraverso i quali si realizzerebbe la comprensione estetica (bè ti anticipo che non ambisco a tanto … figuriamoci lui e la comprensione estetica. Si sono mai incontrati????)

I fatti possono essere un buon punto di partenza per capire la sofferenza che metto nelle tue “balsamiche” mani e una domanda che a tutt’oggi non ha risposta: “perché caro diario Lui, per capire il significato di un messaggio, ha bisogno dell’uso contemporaneo del linguaggio verbale, dei sottotitoli in 2 lingue, alternative a quella italiana, del linguaggio dei segni e della chiamata a casa?“

Ma veniamo ai fatti anzi agli antecedenti,…

Decidiamo per un week end al mare, una piccola romantica toccata e fuga a Cervia, ci si sente al telefono, la sera prima, per gli accordi, la partenza è prevista per l’indomani perché gli impegni di famiglia mi chiamano… ma un “piacevole” imprevisto si verifica: pigiama party della Picci all’ultimo minuto e così nessuna incombenza materna all’orizzonte…(immediatamente penso …bè tu che sei empatico non hai bisogno che lo dica…)

Mi appresto a telefonargli per metterlo al corrente dei cambiamenti, lui che è a casa, a suo dire libero senza impegni, mi chiede “quindi cosa fai di bello?” io dico “nulla di che… sai sono qua tutta sola…che bello sarebbe stato stare insieme … invece tu sei lì e io son qua….proprio una sfortuna”

Lo chiedo te amico mio: tu cosa avresti fatto? Come ti saresti mosso? Quale delle seguenti opzioni di significato avresti inferito?

  • Anticipiamo l’inizio del romantico week end, vieni tu o vengo io?

  • Sono molto felice di essere sola cosi mi riposo e ci vediamo domani e avrò un viso bellissimo senza rughe di espressione;

  • Sono molto felice di essere sola ne approfitto per fare i mestieri di casa così mi godrò la giornata al mare senza sensi di colpa;

  • Sono molto felice di essere sola mi metto avanti con i documenti per il commercialista.

Bè quel suo laconico “…non fare tardi così domani ci godiamo una bella giornata di sole ed evitiamo il traffico. Buona notte” mi risuona ancora nelle orecchie ….ed ha risuonato anche a lui tutto il giorno dopo…

La rabbia più grossa?

Che tutto questo lo so… il libro di Simon Baron – Cohen (2003) brillante psicologo , neuro-scienziato e ricercatore sostiene che il cervello femminile è programmato per l'empatia, il cervello maschile è programmato per la comprensione ed elaborazione di sistemi, ovvero tende ad analizzare, vagliare ed elaborare sistemi.

Chi sistemizza capisce in maniera intuitiva il funzionamento delle cose e deduce le regole fondamentali di un sistema per poter comprendere e predire il suo comportamento o per inventare un nuovo sistema…

Insomma caro diario siamo sempre lì: loro sul fare / programmare e noi sul sentire/cambiare …

Che fatica!

About the Author

Anche gli psicologi si incazzano

Due psicologi, donna e uomo, lei cognitivo comportamentale lui sistemico, diversi nell'approccio, nello stile, nella percezione del mondo e con in più una variabile deflagrante: stanno insieme.

QUINDI?

Battibeccano in modo amabile (o quasi) su praticamente tutto, a volte mantenendo l'aplomb che ci si può aspettare da due professionisti, più spesso perdendo amabilmente (o quasi) le staffe perché nel loro piccolo, e soprattutto quando stanno insieme, anche gli psicologi si incazzano.

PERCHE'?

Essenzialmente perché tanto lo fanno già e quindi tanto vale trarne profitto.

Gli amici ed i colleghi che a volte si trovano coinvolti nelle loro amabili (o quasi) discussioni si divertono molto e quindi potrebbe avere un senso allargare la cerchia del pubblico. Perché comunque, senza pretendere di incarnare la rappresentatività di un genere, assistendo alle loro discussioni si colgono diversi aspetti rilevanti del come interpretano la realtà donne e uomini.

Infine perché la figura dello psicologo a volte viene mitizzata o più spesso risulta di una saccenza insopportabile, questo pone in secondo piano il valore delle teorie e dei modelli che vengono proposti. Nel caso dei nostri protagonisti, il coinvolgimento personale, oltre all'unico tratto realmente condiviso che è la cronica incapacità di prendersi sul serio, permettono di poter fruire degli stimoli e delle provocazioni senza cadere nell'adesione acritica o nel rifiuto pregiudiziale.

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